Le tecnologie di industria 4.0 rappresentano una risorsa fondamentale per la crescita aziendale e la competitività delle imprese italiane. Per questo anche per il 2022 il Governo ha previsto vari incentivi rivolti alle imprese che hanno programmato investimenti in industria 4.0.

Ci sono diverse opportunità a disposizione di chi vuole innovare il processo produttivo e le competenze del personale. Gli incentivi più importanti sono quelli di tipo fiscale, come il credito d’imposta dedicato proprio a industria 4.0. Ma esistono anche altri tipi di agevolazioni, tra cui vari contributi a fondo perduto.

Il 2022 è poi un anno di svolta: con l’avvio del PNRR sta crescendo l’importanza degli investimenti che sono sia innovativi che sostenibili.

Incentivi fiscali: i crediti d’imposta per industria 4.0

Il credito d’imposta industria 4.0 rientra tra gli incentivi di tipo fiscale. Le imprese possono infatti utilizzarlo solamente con la compensazione mediante F24 (quindi per il pagamento delle imposte dovute).

Questa agevolazione è un “potenziamento” dell’ordinaria agevolazione fiscale per gli investimenti nei beni strumentali dell’impresa. Ma risulta decisamente conveniente approfittarne per le imprese che hanno intenzione di investire in industria 4.0.

Con il recente “Decreto Aiuti”, il Governo ha voluto potenziare l’incentivo per questo tipo di investimenti, alzando l’aliquota prevista precedentemente per i beni immateriali e la formazione. Molto spesso infatti il solo macchinario innovativo non è sufficiente. Le competenze del personale e l’aggiornamento degli applicativi sono fondamentali per creare un ecosistema produttivo funzionante.

Ora quindi l’opportunità offerta dagli incentivi fiscali comprende tutte le componenti necessarie per sfruttare le potenzialità di industria 4.0: gli strumenti fisici, le componenti software e – forse la cosa più importante – il capitale umano.

Vediamo allora i principali requisiti per accedere a questi incentivi nel 2022.

Il credito d’imposta industria 4.0 per i beni strumentali

Questo incentivo riguarda le componenti fisiche di industria 4.0: macchinari, strumentazione industriale, attrezzatture per la logistica integrata e molto altro.

Il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti in tutti i beni strumentali tecnologicamente avanzati. L’elenco dei beni agevolabili si trova all’allegato A della L. 232/2016 e comprende ad esempio macchine utensili, sistemi robotici e magazzini automatizzati.

Se l’investimento viene effettuato nel 2022, si ha diritto a un credito pari al 40% della spesa.

Il credito d’imposta industria 4.0 per i software

Come detto, sono incentivati anche gli investimenti nei beni immateriali (in particolare i software) e nella formazione per creare le competenze necessarie allo sviluppo di industria 4.0.

Tra i software agevolabili rientrano infatti sistemi e applicativi necessari per sviluppare un ambiente innovativo e interconnesso. Ad esempio, si può sfruttare questo incentivo per installare soluzioni cloud o per migliorare la produzione e la logistica attraverso l’Internet of things. Esiste anche per i software un elenco dei beni agevolabili, che si trova all’allegato B della L. 232/2016.

Per questo tipo di investimenti, sempre se eseguiti nel 2022, si ha diritto a un credito pari al 50% della spesa.

Il credito d’imposta per le attività di formazione nelle PMI

Per le imprese che vogliono migliorare le competenze tecnologiche del personale, è previsto (e potenziato) il credito d’imposta sulla formazione. Questa agevolazione è pensata in particolare per le piccole e medie imprese, che hanno più necessità di personale specializzato.

In questo caso non esiste un elenco di beni agevolabili, ma è previsto che il Ministro dello sviluppo economico individui con un decreto:

  • i soggetti presso cui si potrà fare l’attività di formazione;
  • le modalità di certificazione delle attività di formazioni eseguite dalle imprese.

Il MISE dovrebbe predisporre questo decreto entro 30 giorni dall’entrata in vigore del “Decreto Aiuti” (quindi per la seconda metà di giugno 2022).

Se sono rispettate le condizioni previste dal decreto del MISE, l’attività di formazione comporta un credito d’imposta pari al 70% per le piccole imprese e al 50% per le medie imprese.

Per avere altre informazioni di dettaglio sui crediti d’imposta industria 4.0, è bene tenere d’occhio i siti del Ministero dello sviluppo economico e dell’Agenzia delle Entrate. Al momento però non sono ancora aggiornati con le ultime modifiche valide per il 2022.

Incentivi agli investimenti per industria 4.0: la Nuova Sabatini

Un altro contributo molto utilizzato dalle imprese è la cosiddetta “Nuova Sabatini”. È un incentivo presente da molti anni e serve per aiutare quelle imprese che vogliono finanziare un investimento 4.0 attraverso un prestiti bancari.

La Nuova Sabatini è una misura pensata per le piccole e medie imprese, con lo scopo di aiutarle a finanziare (anche totalmente) l’acquisto di beni, materiali o immateriali, utili allo sviluppo dell’azienda.

La richiesta di contributo, come spiegato più dettagliatamente sul sito del MISE, si deve fare attraverso il sistema bancario. La banca verifica che la domanda rispetti tutti i requisiti e la trasmette la Ministero, che dà il suo assenso. Successivamente viene firmato il contratto di finanziamento con la banca, che può anche essere assistito dal fondo di garanzia statale per le PMI.

Il contributo è di un importo pari a un tasso di interesse sul finanziamento, che per gli investimenti nelle tecnologie di industria 4.0 risulta particolarmente vantaggioso (il 3,75%).

In più per lo stesso investimento l’impresa, se ha i requisiti, può sfruttare sia il credito d’imposta che il contributo Nuova Sabatini. La combinazione di questi incentivi è spesso un’ottima opportunità da cogliere per tutte quelle PMI che vogliono investire in industria 4.0.

Gli incentivi delle Camere di Commercio per industria 4.0: i voucher digitali

Proprio per aiutare le imprese nel processo di digitalizzazione, le Camere di Commercio hanno istituito i Punti Impresa Digitale (PID). Si tratta di sportelli presenti in ogni Camera di Commercio, che assistono le imprese nella transizione verso le tecnologie di industria 4.0.

Una delle iniziative dei PID sono i voucher digitali: si tratta di contributi dati alle micro imprese e alle PMI per acquistare servizi di consulenza, formazione e tecnologie nell’ambito di industria 4.0.

Per richiedere il contributo, bisogna attendere il bando della Camera di Commercio competente in base alla sede dell’impresa. Esiste però un portale nazionale, dove si possono vedere i prossimi bandi in scadenza.

Il contributo per gli investimenti sostenibili 4.0

La crescente importanza della sostenibilità nei processi aziendali ha spinto il governo a istituire, a partire dal 2022, un nuovo contributo per gli investimenti innovativi e sostenibili. Si tratta di un contributo che lega industria 4.0 alle tematiche dell’economia circolare e dell’efficienza energetica.

Questo contributo è rivolto alle PMI, ed è particolarmente vantaggioso per quelle stabilite nelle regioni del Sud, a cui sono dedicati ben 427 milioni. La richiesta di contributo si presenta sul sito di Invitalia SpA a partire dalle ore 10:00 del 18 maggio, ma è già possibile compilare la domanda.

L’importo di questo contributo (circa 677 milioni) è modesto rispetto ad altre misure come i crediti d’imposta, ma segna un importante evoluzione nelle politiche di sostegno alle imprese. In futuro anche negli incentivi per lo sviluppo dell’impresa, come le agevolazioni per industria 4.0, saranno sempre più centrali i temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale delle aziende. Sarà quindi fondamentale un nuovo impegno per diventare al contempo innovativi e sostenibili.